Ettore Innocente, Sergio Lombardo e Maurizio Mochetti. Fino a ora la relazione fra questi tre artisti non è stata oggetto di un particolare esame pure se le affinità che li legano sono gli indici di una peculiarità importante nell’arte italiana dai Sessanta e oltre. Fra le tante connessioni, non vi è dubbio che ciò che li associa sia prima di tutto la passione per un’idea nuova di bellezza. Una bellezza tangibile ma consapevolmente provvisoria, da essere insieme irripetibile ed eterna.
«L’opera d’arte non è più un feticcio statico nel tempo, recuperabile, passivo, restaurabile, occultabile, sopprimibile, ma un avvenimento dinamico, attivo, reinventabile, mutabile, perfettibile».